
Da Il mediano.it del 16.02.2010 SANT'ANASTASIA. CAPUANO SI CANDIDA A SINDACO E METTE IN CRISI IL CENTRO-SINISTRA
Categoria: Politica
Data: 16/02/2010

La segretaria dei Socialisti Democratici per Napoli, Antonella Marciano, conferma che Capuano sarà appoggiato da tre liste. Nel centro-destra, Alfonso Gifuni critica Cesaro e Nespoli per la gestione del PdL. L'Udeur va con tutti!
Si apprestano le elezioni amministrative nella cittadina vesuviana e mentre i partiti brulicano in un vortice di parole, incontri, liti ed appuntamenti, c'è chi sembra avere le idee chiare su come si muoverà per le elezioni del 28 e 29 marzo. I Socialisti Democratici per Napoli, ad esempio, presenteranno come loro candidato sindaco Carmine Capuano, ex assessore all'Urbanistica della giunta Iervolino ed ex consigliere della passata amministrazione Pone, che sarà appoggiato da tre liste: Socialisti Democratici per Napoli, Uniti per Sant'Anastasia e Giovani per Sant'Anastasia. La segretaria della sezione locale del partito, Antonella Marciano (foto), ed il capolista de Uniti per Sant'Anastasia, Luigi Russo, ci hanno illustrato lo stato delle alleanze con uomini e partiti che dovranno sostenere i SdN ed il programma elettorale che si intende presentare alla cittadinanza. «Stiamo lavorando ad una serie di alleanze, tant'è che ci sentiamo con quasi tutti i partiti – afferma Antonella Marciano- I tavoli sono ancora aperti ed allo stato attuale abbiamo coinvolto persone che non sono tesserate e che si riconoscono nel nostro progetto. Come nostro sicuro alleato c'è l'Udeur con il suo presidente, Giacomo Gammella, che ben prima della candidatura di Carmine Capuano aveva fatto una pubblica dichiarazione di voto a suo favore».
«Punto saliente del programma è il Piano Urbanistico Comunale, importantissimo per dare sviluppo al territorio. Vogliamo attivarci per avvicinare le periferie al centro; favorire i nuovi insediamenti produttivi; realizzare le strisce blu – continua la segretaria de Socialisti Democratici per Napoli- Abbiamo intenzione di potenziare il corpo della Polizia Municipale, creare una cittadella dello Sport ai Romani, istituire Mattatoio, Farmacia ed Asilo comunali, creare una Carta Giovani che permetta ai ragazzi di poter usufruire degli sconti presso i negozi convenzionati. Vogliamo garantire il trasporto scolastico gratuito, potenziare l'Amav e procedere al recupero del cimitero comunale. C'è una ditta che ha vinto una gara alla luce del sole ed è ora di far partire i lavori al camposanto. Purtroppo in due anni di giunta Pone tutto si è rallentato è per questo che siamo animati da un concreto desiderio di aiutare il nostro paese».
«Abbiamo voglia di rilanciare Sant'Anastasia che ormai é malata – ha dichiarato ai nostri taccuini Luigi Russo- Dobbiamo trovare la giusta medicina per curarla: è per questo che appoggiamo una persona concreta come Carmine Capuano che sarà di sicuro capace di sollevarci dal torpore in cui siamo caduti». Sul fronte opposto, Alfonso Gifuni (foto-ex vice presidente del consiglio comunale della giunta Pone, ndr), lancia un chiaro appello alla sua parte politica, il PdL. «La priorità assoluta é quella di costituire un centro-destra che sia coeso e non fatto di tante anime e tanti personalismi. In qualità di leader della parte storica del PdL farò di tutto per mettere insieme i pezzi del partito, senza porre condizionamenti, puntando a trovare la giusta sintesi tra le parti – ha affermato Alfonso Gifuni- In tutto questo, Cesaro e Nespoli hanno grandi responsabilità per la nostra parte politica. Quasi nessuno delle amministrazioni di centro-destra in provincia di Napoli hanno concluso il loro mandato e la colpa non è della singola classe politica locale ma è la loro che non hanno interpretato bene il ruolo di coordinatori della Provincia». «Bisogna capire quali sono i meccanismi con i quali alla Provincia mettono insieme le maggioranze che poi alla fine non tengono. Questo è successo tre anni fa con Pone ed anche la candidatura di Carmine Esposito è stata voluta dai vertici. Prescindendo, però, dalla candidatura di quest'ultimo, per il quale non ho nulla in contrario, si deve mirare alla costituzione di una squadra forte attorno ad un progetto politico serio». Infine, una nota stravagante. È curiosa fino all'inverosimile la posizione dell'Udeur. A sentire i candidati a sindaco (della cui serietà non si hanno dubbi), l'Udeur appoggerebbe rispettivamente: Barone, candidato del PD; Esposito, candidato del PdL e Capuano, dei socialisti democratici per Napoli. Un caso unico a livello nazionale di appoggio trino e divergente, come mai è successo. Ma forse –anzi di certo- è solo lo specchio della confusione in cui versano i dirigenti locali del partito di Mastella.
Autore: Rita Terracciano
www.ilmediano.it


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Cento
anni fa il socialismo italiano dava vita, a Firenze, il 6 e 7 settembre 1903,
alla sua Federazione giovanile. Il socialismo di cent'anni fa aveva già
raggiunto la comprensione che esistono differenze non riducibili alle differenze
di classe, anche se intrecciate con esse. Molto si è scritto sulla scoperta
della "differenza di genere", dalle suffragette al moderno femminismo,
come elemento caratterizzante del discorso politico della modernità; ebbene,
anche la "differenza generazionale", per quanto necessariamente mutevole
e provvisoria, è sicuramente un'altra differenza da prendere sul serio
per una politica efficace di emancipazione.E' quindi uno dei connotati di modernità
del socialismo l'"invenzione" di un movimento politico e giovanile assieme,
il primo di molti che hanno avuto un loro peso nella storia del 900, un
secolo che ha "inventato" la condizione giovanile, quando da sempre
la vita degli uomini e delle donne vedeva una transizione brusca e precoce dall'infanzia
alle fatiche e responsabilità dell'età adulta. Nenni diceva che
ogni generazione porta il suo speciale contributo alla storia del proprio Paese;
in un secolo dovremmo contare, per convenzione, quattro generazioni, o forse dieci,
secondo l'uso, di provenienza americana, di scandire con i decenni le mutazioni
del costume nazionale e della vita sociale e politica (gli "anni 60",
gli "anni 80"). Contare come se ogni decennio si verificasse un avvicendamento
di generazioni e' certo biologicamente assurdo, ma ha un suo fondamento nella
percezione che nel 900 ogni decennio abbia avuto connotazioni proprie assai
spiccate, e del resto con l'espressione "nuova generazione", si intende,
nell'uso comune, proprio quel segmento, tra i 15 e i 25 anni, di nuovi arrivati
sulla scena della vita pubblica, lavorativa, sociale.
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